“Come colpite da una mitragliatrice” – articolo dell’Offenbach-Post sulla sede Hagelschaden-Zentrum di Mainhausen
  • 27. Ottobre 2020

“Come colpite da una mitragliatrice” – articolo dell’Offenbach-Post sulla sede Hagelschaden-Zentrum di Mainhausen

Mainhausen: Hagelschaden-Zentrum ripara le auto danneggiate dal maltempo
di Oliver Signus, Offenbach-Post, 05.09.2019

Mainhausen – L’imperiale all’interno della BMW è staccato, con cautela Robert Ohl alza con una leva le piccole ammaccature sul tetto della macchina. Sono centinaia quelle visibili solamente con l’ausilio di una lampada. Ohl fa parte dello staff di meccanici di Hagelschaden-Zentrum, che ha sede a Ulm. In un capannone di Mainhaus, nella Seestraße, professionisti eliminano da lunedì della settimana scorsa i danni provocati dalla catastrofica ondata di maltempo del 18 agosto.

Nella sede centrale dell’azienda fondata circa 25 anni fa, alcuni collaboratori seguono in Internet diversi siti meteo specializzati in grandinate. “Non appena si verifica un violento temporale da qualche parte in Germania, i nostri incaricati si recano nell’epicentro” per valutarne l’entità, spiega il Direttore vendite Domeniko Cobic, che assiste la clientela con il suo staff di Mainhausen.

Se sono state distrutte migliaia di auto come è successo nella circoscrizione di Offenbach, viene allestita una rete complessa. Occorre trovare in fretta un capannone di capacità sufficiente per ricoverare le macchine da riparare. Poiché l’evento meteorologico di due settimane e mezzo fa ha provocato danni immensi, è stato necessario trovare un altro capannone a Karlstein.

Grazie a una fattiva collaborazione con le assicurazioni, i diversi periti vengono inviati nelle sedi dell’azienda. A Mainhausen si trovano ora nove rappresentanti di diverse assicurazioni che valutano i danni e verificano se vale ancora o meno la pena riparare una vettura o se dichiararla completamente distrutta; a Karlstein ve ne sono altri cinque. Nel frattempo l’azienda sta reclutando altri meccanici, sia liberi professionisti che assunti in pianta stabile.
Il direttore Vendite Domeniko Cobic, la responsabile di progetto Elena Seifert (a sinistra) e la sua assistente Sandy Hohe assistono la clientela a Mainflingen.


Il direttore Vendite Domeniko Cobic, la responsabile di progetto Elena Seifert (a sinistra) e la sua assistente Sandy Hohe assistono la clientela a Mainflingen.

Una vera e propria fatica di Sisifo! La vettura finora più sinistrata aveva solo sul tetto circa 1 000 bolli da tirar su, spiega Cobic. Valeva comunque la pena effettuare il lavoro, perché i meccanici sono rapidi. In media, Ohl ripara oltre 100 bolli all’ora. Come si fa a rimanere calmi in un lavoro del genere? “È una passione”, dice. Questa passione continua da 13 anni, ed è grazie a lei che questo libero professionista ha girato in lungo e in largo per il mondo. È stato anche più volte negli Stati Uniti per “tirar su i bolli”, come gli specialisti chiamano il loro lavoro. Ciò che sembra banale richiede in realtà molta sensibilità, perché non bisogna rovinare la vernice. La vettura alla fine deve sembrare come nuova, e i componenti vengono sostituiti solo se i punti di impatto hanno lasciato dei bordi e la vernice si è danneggiata, spiega Cobic. “Componenti originali” sottolinea, sui cui il suo datore di lavoro concede sei anni di garanzia.

Ohl ci mostra un altro trucco del suo lavoro. Se la grandine ha lasciato delle ammaccature in punti non raggiungibili dall’interno, tira su la lamiera con una specie di ventosa applicata sopra al bollo. Si ottiene così una specie di bitorzolo che si lavora con un utensile simile ad una matita, fino a quando la superficie non è nuovamente piana.

Cobic dice che la tempesta ha provocato gravi danni alle vetture perché la grandine è caduta a terra praticamente a piombo colpendo anche le fiancate, cosa che di solito non succede con questa intensità. “Molte auto sembravano colpite da una mitragliatrice“. Fino a ieri, nei due capannoni erano stati registrati più di 1 600 veicoli danneggiati. Secondo il direttore Vendite, per inserire tutti i danni ci vorranno fino a quattro settimane. Le riparazioni però richiederanno ancora più tempo, dice. Al termine del lavoro del “tirabolli”, il capannone viene nuovamente sgomberato.

(Testo: Oliver Signus / © Foto:(2) sig)

 

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